Delta Okavango e Maun

Maun e il Delta Okavango – 21/7/16 – 30/7/16

Trasporti

170 BWP Bus della compagnia Monnakgotla da Gaborone a Maun. Fermate piuttosto frequenti. Partenza ore 6, arrivo a Maun verso le 16. La jeep con cui ho attraversato l’Eastern Delta ed il Southern Chobe mi ha portato direttamente a Kasane, senza quindi dovermi servire del bus che da Maun (si cambia a Nata, ad ogni modo, e ci si impiega circa 10 ore, se non erro). Segnalo che il tratto da Savuti a Kasane, più di 100 km, si snoda su un sentiero sabbioso percorribile solo con un fuoristrada con ridotte, e persino il nostro autista in alcuni casi era in difficoltà. Non basta quindi un 4WD, bisogna anche saperlo guidare

Dormire

Old Bridge Backpackers, Maun. 225 BWP. Adagiato in ottima posizione, sul fiume.

Bagni in comune splendidi, e molto puliti.

La miglior sistemazione in tenda da me testate, a dir la verità le chiamano così, ma non sono neppure tende, dato che il tetto è di ondulato.

Letti, comodini, e asciugamani all’interno.

La cucina comune non è molto attrezzata. Personale efficientissimo, attento.

Per quanto riguarda le tende dove ho dormito durante i due safari, nell’inner e outer Delta, vedere alla voce “escursioni”

Mangiare

Ho consumato una cena ed una colazione al Ristorante dell’Old Bridge, e non sono rimasta soddisfatta. 50 BWP per un pollo stopposo, e 16.50 per 2 fettine bruciacchiate di pane tostato e 1 cm cubo di marmellata. Capita l’antifona, mi sono comprata le mie cosine al super e ho cucinato io. La zona cucina come già detto non era il massimo, ma ho sempre incontrato gente interessante con cui scambiare 4 chiacchiere.

Escursioni

Maun è il centro nevralgico cui fanno capo tutte le escursioni per il Delta, sia quelle in mokoro, la tradizionale piroga per esplorare il cosiddetto delta interno, con habitat prevalentemente acquatico, sia quelle in macchina, per il delta esterno, con habitat prevalentemente terrestre. Poiché avevo qualche giorno a disposizione, ho provato entrambe. Sono due esperienze completamente diverse. Meglio tuttavia prenotare sempre in anticipo. Io pensavo, relativamente all’escursione in mokoro, che appena arrivata a Maun avrei avuto migliaia di possibilità, mi dicevo “van tutti lì per quello, ci sarà la fila di gente che me le tira dietro”.. ed invece no.. Non solo in Botswana nessuno ti tedia e ti vende nulla, ma il centro di Maun è abbastanza sparpagliato, è difficile localizzare le agenzie, e ho davvero rischiato di non partire. Grazie alle gentilissime ragazze di Tete Travels, un’agenzia situata vicino al Wimpy, che non vende safari ai mzungu, ma prevalentemente servizi alla clientela locale, sono comunque entrata in contatto con due operatori che organizzano safari, ed ho scelto il più economico, Bush Baby Safaris. 1800 BWP non sono pochi, ma non sono neppure i 2200 che era il minimo sindacale reperito sul web prima di partire. Di fatto, poi, mi sono ritrovata a mangiare pane e formaggio, (il poler non cucinava, ma questo me lo aspettavo, in quanto avevo letto che nei safari più economici il cibo non era compreso), a spazzare una tenda piena di terra con dei rami secchi, a dormire praticamente col culo per terra, a mangiare seduta su un tronco, a buttare terra nella buca wc con un bastoncino.

E volete sapere una cosa? E’ STATO BELLISSIMO. Oltre alla mancanza di molte comodità cui sono abituata, praticamente avevo paura di tutto. Mi sono sentita nella situazione di chi è in balia degli elementi esterni, e non ha il controllo della situazione, una minuscola formica di fronte alla grandiosità della natura. Durante gli spostamenti in piroga, ho temuto che gli ippopotami, placidamente grugnenti nella parte profonda degli stagni potessero attaccare la nostra imbarcazione, che scivolava nelle acque basse.

Una volta raggiunta la lingua di terra dell’accampamento, memore di alcuni filmati visti su you tube prima di partire, temevo che gli elefanti potessero essere attratti dalle mie arance, incautamente dimenticate nello zaino nonostante mi avessero avvisato di non portarle, in quanto il loro intenso profumo è annusabile dai pachidermi anche a grandi distanze. Durante i tre bellissimi walking safaris, mentre si procedeva nell’erba secca, era un sobbalzo ogni volta che, pur avendo avuto cura di portarci sottovento, si avvistava un elefante in lontananza.

Nessun problema invece con zebre ed antilopi, che invece subito scattavano nervosamente non appena arrivavamo troppo vicino a loro.

Albe e tramonti mozzafiato. Indispensabile uno spray per le zanzare. Potete anche comprarlo in loco (“Sleep Well” nei supermercati di Maun, il “Tabard” in Sud Africa)

Per chi volesse contattare direttamente i polers:

http://www.ncongo.info/?page_id=925

bisogna recarsi qui, assolutamente con una 4WD

https://www.google.it/maps/dir/NG%2F32+Okavango+Kopano+Mokoro+Community+Trust,+Ngamiland+East,+Nordovest,+Botswana/Maun,+Botswana/@-19.8611965,23.2363115,11z/data=!3m1!4b1!4m13!4m12!1m5!1m1!1s0x195435da14bb1051:0x36ef25173afc559a!2m2!1d23.3347215!2d-19.7272402!1m5!1m1!1s0x19544d054c080299:0xad7cc125ed822f4b!2m2!1d23.4180769!2d-19.9952622

qui spiegano in dettaglio come funziona

http://www.botswana-travel-guide.com/bradt_guide.asp?bradt=158

Molto confortevole invece il safari di Old Bridge, 4 notti e 5 giorni, da Maun a Kasane. Oltre al driver, in un’altra macchina ci precedevano la cuoca ed un assistente, per cui noi, rientrando dalla nostra morning o afternoon game drive, trovavamo già la pappa e le tende pronti.

Tende molto pulite, con brandine e materassi comodi, asciugamani di buona qualità, lenzuola profumate e coperte (io avevo però il mio sacco a pelo). Il wc consisteva nella cosiddetta “bush toilet”, la foto vale più di qualsiasi descrizione. Niente acqua corrente.

Un giorno sì e uno no ci siamo fatti la doccia, il nostro driver faceva scaldare un bidone d’acqua, che poi veniva appeso ad un ramo con un piccolo rubinetto applicato, e doveva bastare per 5 persone. Una specie di catino di tela cerata riempito d’acqua era a disposizione per le mani e la faccia.

Posizione: 2 notti nei dintorni di Xiini, 2 notti nella zona di Savuti. Nessuna barriera né cancello, campeggio libero nel bush

Pasti: ottimi. Pranzo e cena composti da un antipasto, in genere una minestra, una portata principale, pasta o carne, e poi un dessert.

Colazione: thè, caffè, latte, yogurth, succhi vari, cereali, pane, burro, marmellata, burro di arachidi. A metà mattina e pomeriggio di solito avevamo a disposizione qualche snack.

Ci era stato detto di portarci dell’acqua, perché era compresa solo quella a pasto, ma poi ci è stato permesso permesso di riempirci le nostre borracce con i boccioni dell’agenzia.

Organizzazione della giornata: nei parchi africani il grosso dell’azione si svolge sempre al mattino presto, o alla sera tardi. Durante le ore calde la maggior parte della fauna è infrattata all’ombra ed è difficile da avvistare. Ci si svegliava quindi alle 5.30, si faceva colazione, e si partiva al sorgere del sole, verso le 6.30. Faceva molto freddo, ovviamente nella camionette aperte.

Ci saranno stati 5/6°C. Si rientrava per pranzo. Si mangiava, ci si faceva la doccia, dopo pranzo, e non prima di cena, perché questa era l’ora più calda, sui 24/25°C. Si ri-usciva in escursione verso le 15.30/16. Si tornava verso le 18.30/19. Appena buio (19) iniziava a far freddo. Io ho sempre cenato con la giacca a vento. Si andava a letto di solito verso le 21

Impressioni

Forse la parte più bella della vacanza. Ottimo gruppo, io, due francesi, poi rincontrati a Victoria Falls, e due spagnoli. La prima escursione, nel Delta interno, è stata interessantissima perchè non avevo mai vissuto un’esperienza simile di contatto così intimo con la natura africana, un contatto fatto di rispetto,  e voglia di osservare alla giusta distanza senza essere invadente, rasentando la paura, da entrambe le parti: Durante il walking safari non sono riuscita ad avvicinarmi ai miti ungulati, che pure avrei voluto quasi toccare,o comunque fotografare da molto più vicino, ed invece sono stata io a rifiutare di avvicinarmi ai pachidermi, nel timore di poter scatenare le loro ire. Sono arrivata vicino al terrore quando, scivolando sulle placide acque basse dell’Okavango, ho scorto la tipica sagoma delle orecchie e narici degli ippopotami. Nonostante la mancanza di tutto, mi sono sentita perfettamente a mio agio nella spartanità. La Moremi Game Reserve, nel Delta Esterno, ha una varietà di paesaggio molto più vasta rispetto al Southern Chobe. Qui si vedono moltissimi impala, kudu, orici, e simili, e poi giraffe, struzzi, ippopotami, coccodrilli, elefanti, bufali, gnu, zebre.

La macchina permette di avvicinarsi molto, con una relativa sicurezza, ben attenti ad interpretare i segnali di fastidio degli erbivori più grandi e pericolosi.

Qui ho visto alcuni leoni.

Nella zona di Savuti, più secca, ed a tratti collinosa, la parte del leone, è proprio il caso di dirlo, la fanno i leoni.

Questo lembo di Southern Chobe è famoso per i grossi branchi di leoni, specializzati nella caccia di grossi erbivori.

Con grande fortuna, abbiamo scorto un grosso gruppo, due maschi, diverse femmine, e molti piccoli, appartenenti a differenti cucciolate, tutti intenti a spolpare un bufalo,

ed a oziare a panza all’aria.

Curioso osservare come, pur avvicinandosi moltissimo alle auto, spesso sostando nella zona d’ombra da esse creata, non degnano della minima considerazione gli umani dagli occhi sgranati intenti a fotografarli.

Il quandro comprendeva anche un folto gruppo di elefanti, non molto distante,

di cui alcuni esemplari, distaccatisi, hanno cercato di scacciare i leoni, barrendo ed agitando le orecchie minacciosi,

e poi alcuni sciacalli, pazientemente in attesa che i grossi felini finissero il pasto per lasciar loro le briciole. Magnifico

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